La sentenza della Cassazione:Il marito condannato per diffamazione anche per una telefonata ai parenti di lei. Era in corso di separazione con la consorte.
DIFFAMAZIONE – Per la Suprema Corte le immagini video. accompagnate dalla telefonata, configurano il reato di diffamazione Angelo A., di Molfetta, era già stato condannato dalla Corte d’appello di Bari nel 2004. Invano l’uomo si è difeso dalle accuse sostenendo delle immagini della videocassetta «non erano per nulla compromettenti». La quinta sezione penale ha respinto il ricorso dell’uomo sottolineando che «l’uso combinato dei due mezzi (filmato e telefonata) da parte dell’imputato, forniva l’inequivocabile dimostrazione sul chiaro intento di offendere la reputazione» della moglie «nell’ambito stesso dei suoi parenti».





















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