Un telefonino dedicato alle donne in balìa degli stalker, in grado di registrare le minacce subìte e localizzare immediatamente le vittime in modo che siano soccorse dalla polizia. E’ il progetto «Vodafone Angel», il servizio di assistenza e soccorso realizzato dalla Fondazione Vodafone Italia in collaborazione con la Polizia di Stato. Il piano è operativo in tutta Italia, con una potenziale diffusione di circa 2 mila casi sulla base dei risultati del progetto-pilota avviato a Roma.
ESPERIMENTO NELLA CAPITALE – La sperimentazione, in collaborazione con la Questura della Capitale, è stata condotta su un campione di 33 donne vittime di violenza. Il coordinamento sociale è a cura di Fondazione Pangea, mentre il centro anti-violenza è gestito dalla Associazione Differenza Donna. Il 30% delle donne coinvolte nella fase di sperimentazione ha tra i 30 e i 40 anni, il 27,3% ha tra i 40 e i 50 anni e le restanti si dividono tra i 20-30 (15,2%), 50-60 (15,2%) e over 60 (12,1%): la maggior parte dei comportamenti persecutori sono messi in atto da partner o ex-partner, a conferma del fatto che la violenza sulle donne avviene quasi sempre all’interno della famiglia.
VIOLENZE IN AMBITO FAMILIARE – In 6 casi si tratta di coniugi, in 10 casi di ex-coniugi, 12 sono ex conviventi o ex fidanzati, mentre i restanti sono parenti, sconosciuti, colleghi o vicini di casa. Nel 2011 su circa 8mila reati persecutori denunciati in Italia, più del 77% hanno avuto come vittima una donna, dall’entrata in vigore della legge sullo stalking il fenomeno è emerso in modo allarmante, portando alla luce centinaia di richieste di aiuto da parte delle vittime. E sempre l’anno scorso il 90% delle violenze sessuali, l’81% dei maltrattamenti in famiglia, il 58% della prostituzione minorile, il 30% degli omicidi volontari hanno riguardato le donne.
PULSANTE SALVA VITTIME – Alla presentazione di «Stop Stalking», organizzato da Fondazione Vodafone Italia e da Fondazione Bellisario, hanno partecipato l’Ad di Vodafone Italia Paolo Bertoluzzo, il vice capo della polizia, prefetto Francesco Cirillo, la presidente della Fondazione Marisa Bellisario, Lella Golfo, e il presidente della Fondazione Pangea Onlus, Luca Lo Presti, oltre al ministro del Lavoro e delle Politiche sociali con delega alle Pari opportunità Elsa Fornero. Tenendo premuto sul Vodafone Angel un pulsante per pochi secondi si attiva il collegamento immediato con il centro antiviolenza, il dispositivo entra in modalità di ascolto ambientale (per garantire supporto alla donna anche nel caso in cui non fosse in grado di parlare al telefono) e si attiva la registrazione (utile come eventuale materiale probatorio). Inoltre la tecnologia consente di classificare la chiamata come proveniente da un telefono Vodafone Angel e di identificare immediatamente la vittima: vengono fornite le coordinate della posizione della vittima con il sistema GPS che sono costantemente aggiornate in caso di movimento della vittima e, in caso di emergenza, l’allarme viene inoltrato alle forze dell’ordine.






















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