Articoli marcati con tag ‘corna’

Molti rassegnati accettano il tradimento non solo per una nuova mentalità, ma soprattutto per ragioni economiche. Il presidente dell’Associazione avvocati matrimonialisti italiani: “Separarsi significa diventare poveri, entrare in uno sgangherato tribunale e svenarsi per le spese legali”

Tradimento

Il tradimento? Insopportabile, ma non a tal punto da mandare all’aria un matrimonio. “Negli ultimi cinque anni in Italia sono diminuite del 30% le cause di separazione e divorzio che hanno come oggetto le infedeltà coniugali”. Ma attenzione, avverte il presidente dell’Associazione avvocati matrimonialisti italiani (Ami) Gian Ettore Gassani, questo trend non significa che i tradimenti siano diminuiti, anzi: ”Si calcola che solo tre coppie su dieci siano fedeli”.

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BUSTO ARSIZIO – “Mi dissero che dovevo pagare per i rapporti sessuali avuti con la donna del capo”. Sarebbe proprio il caso di dirlo: cornuto e mazziato. Se non fosse che Ernesto Cozzi, il dottore di Sacconago vittima per circa un anno di continue telefonate minatorie, pedinamenti e diverse aggressioni, non aveva fatto proprio nulla di male.

6 PERSONE A GIUDIZIO

Pasquale Santomauro, industriale 70enne, credeva che la sua donna avesse una relazione con il dottore e per questo avrebbe assoldato tre “picchiatori” per dargli una lezione. In aula a Busto Arsizio, questa mattina, è stato sentito proprio il dottor Cozzi. Una vera e propria odissea, vissuta con la continua paura di essere pedinato, di possibili aggressioni nei confronti della propria persona e della propria famiglia e, soprattutto, senza sapere da chi dovesse difendersi. E’ stata un’esperienza dura, quella raccontata questa mattina nel tribunale di Busto Arsizio, dal dottor Ernesto Cozzi. 6 le persone accusate a vario titolo di rapina aggravata, lesioni e porto di materiale esplosivo.

ASSOLDATI TRE PICCHIATORI

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti il dottor Cozzi sarebbe stato vittima, nel 2007, di un incredibile malinteso. Pasquale Santomauro, industriale 70enne, presente oggi in aula, a causa di alcune voci arrivate alle sue orecchie, si sarebbe messo in testa che il dottor Cozzi e la sua compagna, una bella 40enne con cui aveva avuto una figlia, avessero una relazione. Accecato dalla gelosia avrebbe assoldato tre picchiatori per pedinare e picchiare (in due occasioni) il presunto rivale in amore. Peccato che tutto questo fosse assolutamente falso. L’unica relazione tra il dottore e la compagna dell’industriale era dovuta al fatto che le rispettive figlie frequentavano lo stesso maneggio di Busto Arsizio e in alcuni casi uomo e donna si erano trovati nello stesso albergo per seguire le gare delle figlie. La furia dell’uomo veniva continuamente alimentata anche da rapporti falsi consegnati da un investigatore privato, che aveva trovato un facile modo per aumentare i propri introiti.

DUE PUGNI IN GARAGES
Il 20 aprile del 2007 la prima aggressione. “Rientrando nel garages mi sono sentito chiamare. Una volta girato mi sono trovato davanti due energumeni dall’accento meridionale che mi hanno colpito con due pugni in pieno viso”. Un dente rotto e 15 giorni di prognosi. In quell’occasione i due gli rubarono anche la borsa, poi ritrovata la sera stessa. Da quel giorno partirono una serie continua di telefonate minatorie “quasi tutti i martedì” racconta Cozzi. Telefonate arrivate anche da una cabina telefonica svizzera: In altre occasioni il dottore e la moglie si accorgono di essere seguiti da una macchina, un Cherokee scuro. Facile immaginare le difficoltà che l’uomo ha dovuto sopportare, anche per provare la sua buona fede alla moglie. “All’inizio con lei è stata dura. Poi però si è fidata di me”. Situazione molto difficile anche per i due figli, che al tempo avevano 15 e 13 anni. In un paio d’occasioni i “picchiatori” avrebbero addirittura appiccato il fuoco con delle bottiglie molotov contro la tintoria del suocero di Cozzi.

L’AGGRESSIONE NEL SUO STUDIO MEDICO

Cozzi ha ricordato in aula anche l’aggressione avvenuta il 4 ottobre del 2007. Il medico fu raggiunto dai due energumeni addirittura nel suo studio, mentre stava curando i pazienti. In quel caso i due entrarono e lo picchiarono, fuggendo poi a bordo di una auto. Proprio quell’incursione, però, portò all’identificazione dei tre “picchiatori”. Si tratterebbe di Fabrizio Gugliotta, 31 anni, di Opera, Giovanni Di Pilato, 26 anni di Milano e Alessandro Crisci, 37 anche lui milanese, oggi sotto processo. Oltre al dottor Cozzi questa mattina sono state sentite due persone che si trovavano nella sala d’attesa e all’esterno dell’ambulatorio il giorno dell’aggressione e che videro i due uomini scappare e salire in macchina. Si torna in aula il prossimo 4 maggio, quando verrà sentita la moglie del dottor Cozzi.

Corna a luci rosse in provincia di Genova. La moglie russa è una pornocasalinga e il marito cade in depressione. La giovane russa si esibiva via Internet in spogliarelli e riceveva in casa vari partner, tra cui anche alcuni colleghi del marito, un 30enne di Chiavari, avviando pure una relazione con un ricco imprenditore svizzero. Il 30enne ha chiesto il divorzio e l’affidamento della figlioletta di sette anni.

Infedeltà cronica? Forse non è solo un vizio difficile da estirpare, l’infedeltà, secondo i risultati di una recente ricerca, potrebbe essere cronica, ma anche genetica. Infatti, i traditori incalliti, quelli che proprio non riescono a stare per più di qualche giorno o settimana senza scappatelle e bugie al partner potrebbero avere un alibi: la loro tendenza all’infedeltà recidiva sarebbe tutta colpa dei geni.

Tradimento tutta colpa dei geni

Tradimento infedelta tutta colpa dei geni

La scienza ha trovato davvero l’alibi perfetta e inattaccabile per questi “latin lover” allergici al tanto vituperato valore della fedeltà: l’unica colpa che hanno questi traditori patologici è di avere un dna, dei geni particolari.

La chiave dell’infedeltà racchiusa in un gene, in un minuscolo frammento del corredo genetico dei traditori per passione quindi? Sembrerebbe proprio Leggi il resto di questo articolo »

Il Procuratore Capo Paolo Albano ha descritto Mariella Spaziano come “Una donna distrutta, tormentata dalla morbosa gelosia e dal carattere violento del suo ex compagno”.

Microspia camera da letto

La donna 40enne ha avuto il coraggio da far arrestare per stalking il suo persecutore, con cui aveva condiviso due anni della sua vita e i successivi quattro di terrore per le molestie e le percosse subite dopo la fine della loro relazione. L’uomo, fermato dalla Squadra Mobile di Isernia, è agli arresti domiciliari e sarà ascoltato nei prossimi giorni, ma di fronte all’ordinanza di custodia cautelare si è dichiarato innocente.

“Le vittime hanno per questo spesso timore di parlare. Ma devono vincerlo. Da noi avranno la massima tutela, così come gli indagati hanno il massimo delle garanzie dal nostro sistema” questo l’invito del procuratore Albano alle donne che spesso scelgono di subire in silenzio le torture da parte degli ex compagni e mariti.

Mariella Spaziano ha spezzato questo silenzio dopo che l’uomo l’ha per anni picchiata, percossa, pedinata, inseguita, arrivando addirittura a mettere una microspia nella camera da letto della donna per ascoltare le sue conversazioni e per spiarla nella sua intimità. La cimice è stata portata dalla donna in Questura.

State attente, donne in carriera. Non esagerate, rampanti del Terzo Millennio. A tirare troppo la corda – tutto il giorno fuori di casa, e la sera la pretesa del gattò di patate sfornato dal maritino che fa il travet al ministero – rischiate quanto meno le corna. Ma mica da una italiana, una da prendere a parolacce, almeno ti capisce. No, le competitors di letto e di ménage sono le straniere.

Terzomondiste, dell’Est, dell’America Latina, cinesine, musulmane. E sapete perché? Perché non fanno le dominatrici, non si infilano mai i pantaloni o gli stivali. Sono remissive, dolci, nulla chiedono – se non fare le casalinghe a tempo pieno – e tutto danno. La scorsa estate, in un posto di montagna tra Leggi il resto di questo articolo »

Gli uomini italiani tradiscono più delle donne, anche se di poco. E’ quello che emerge da un’indagine dell’Ami – Associazione avvocati matrimonialisti italiani: il 55% dei mariti italiani ha messo le corna, mentre la percentuale delle mogli che hanno commesso adulterio è del 45%.
Tra le città più “fedifraghe” comanda Milano che precede Roma. Se il 70% dei tradimenti è rappresentato dalle cosiddette scappatelle, che nel 60% dei casi avvengono durante l’orario di lavoro (specie la pausa pranzo), sorprendente

è il fatto che circa la metà delle coppie decide di ”sorvolare” sul discorso corna e proseguire il rapporto. Simbolo dei tempi che cambiano è poi il fatto che Facebook, social network e chat sembrano fornire Leggi il resto di questo articolo »

Segnali, trucchi, astuzie. A tradire, anche se con percentuali differenti, sono sia uomini che donne. Ma come fare a smascherare un marito o una fidanzata infedele? La prima regola è non dare nulla per scontato e drizzare le antenne.

microregistratore digitale

Micro registratore digitale attivazione vocale

E allora, se il partner appare inspiegabilmente rifiorito, ha nuove abitudini, rivoluziona l’intero guardaroba, insiste nel tenere sempre spento il cellulare, occorre indagare. Naturalmente esistono molti altri segnali che dovrebbero far insospettire. Il caso più classico: una volta entrati in casa la propria moglie arrossisce, cambia tono e interrompe in fretta una conversazione telefonica. Per scoprire la fedifraga può essere molto utile osservare come si comporta in camera da letto: se non ha più voglia di fare l’amore o non gradisce certi giochetti domestici, che prima invece la mandavano su di giri, non fa altro che dire al suo compagno che lo ha tradito o sta per farlo.

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CASSAZIONE: MOGLIE NON SI SPIA, NEANCHE PER RACCOGLIERE PROVE TRADIMENTO

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La moglie non si deve mai spiare, nemmeno se questo serve per raccogliere le prove del tradimento della consorte utili alla causa di separazione. Lo sottolinea la Corte di Cassazione che ha accolto, ai soli fini civili, il ricorso di Giuliana G., in via di separazione dal marito Francesco C., che veniva pedinata ”continuamente anche in ore notturne dal marito, persino nei momenti in cui i figli stavano con lui”. La moglie aveva cosi’ denunciato il marito per molestie ma la Corte d’appello di Bologna, in riforma della sentenza di primo grado, nel marzo del 2006 assolveva l’uomo ”perche’ il fatto non sussiste”, anzi sottolineando che lo aveva fatto per ”assicurare la cura dei figli minorenni”. Per la Suprema Corte (sentenza 37765), che ha accolto il ricorso della moglie costituitasi parte civile, ”la pendenza di un processo di separazione tra coniugi non consente certamente al marito di comportarsi in modo vessatorio o petulante nei confronti del coniuge, nemmeno quando siano presenti figli minori”. Va detto che il reato di molestie per il quale Francesco C. era stato condannato dal Tribunale di Forli’-Cesena si e’ prescritto ma la Prima sezione penale, ”in considerazione dell’insistente presenza della parte civile”, come avevano registrato i giudici di merito, ha considerato la vicenda ai soli effetti civili e ha evidenziato che ”la sentenza impugnata si limita invece a qualificare ogni approccio o tentativo di approccio del marito alla moglie come ispirato dall’esigenza di tutela della prole, senza prendere in esame o fornire alcuna interpretazione su specifici comportamenti in modo vessatorio o petulante nei confronti del coniuge, nemmeno quando siano presenti i figli minori”.

CASSAZIONE: E’ REATO SPIARE LA MOGLIE AL TELEFONO. CONDANNATO MARITO CALABRESE, SI TRATTA DI FRAUDOLENTA INTERCETTAZIONE

cellulari spia intercettazione conversazioni

Roma – (Adnkronos) – Vietato spiare la moglie al telefono. Anche se le intercettazioni servono per provare la sua infedelta’, intercettare le conversazioni telefoniche della consorte resta un reato per il quale si risponde penalmente. Lo ha stabilito la Cassazione che, con la sentenza 12698, ha respinto il ricorso di Francesco Z., un 53enne calabrese, condannato a 8 mesi di reclusione con la condizionale per aver installato in casa un apparecchio di registrazione delle conversazioni telefoniche della moglie Maria. Per la Suprema Corte, spiare la moglie al telefono e’ un atto censurabile che rientra nella ”fraudolenta intercettazione delle altrui conversazioni”, non meritevole di attenuanti nemmeno se lei ha ritirato la querela.

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