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Microspie e localizzatori: le diavolerie alla 007 ora si costruiscono qui il Tirreno — 04 dicembre 2009 pagina 05 sezione: LIVORNO
LIVORNO. Il caso del video del colonnello Crisostomi riporta in evidenza la questione della sorveglianza elettronica e delle videoriprese nascoste: ebbene, uno dei maggiori costruttori italiani del settore è livornese. E’ la ditta “Aniello Microspie”, in viale Risorgimento 56. Pacchetti di sigarette che nascondono una telecamera, localizzatori magnetici che si attaccano alle auto, microspie in orologi da muro, radiosveglie e persino cravatte, altre microspie di un paio di centimetri capaci di stare “in sonno” per mesi e mettersi in funzione non appena qualcuno parla nella stanza. Entrare da “Aniello Microspie” fa l’impressione di visitare il laboratorio di “Q”, il fornitore di diavolerie elettroniche di 007, ma il titolare, Aniello Longino, 34 anni, napoletano trapiantato a Livorno, avverte: «Attenti, ormai la realtà ha superato la fantascienza». Longino (che per ovvii motivi professionali preferisce non essere fotografato) vive da 10 anni qui dopo aver sposato la signora Daniela, che gli ha dato due figli e lo aiuta a condurre la ditta. Grande appassionato di elettronica, col rimpianto di aver mancato per pochi esami la laurea in ingegneria elettronica, Longino ammette che l’ispirazione per il suo lavoro gli venne da ragazzino, proprio dai film e telefilm di spionaggio: «Ero curioso di vedere se quelle cose fossero possibili e così ho iniziato a costruirne anch’io trafficando in cucina - spiega - poi divenni consulente di alcune agenzie investigative e finalmente costruii la mia prima microspia, che venne nascosta nel tacco di una scarpe funzionò alla grande». Da allora Aniello Longino ha bruciato le tappe: ora è uno dei leader del settore in Italia, con negozi a Milano, Roma, Napoli e Palermo, e, oltre che agli investigatori privati, vende e noleggia materiale altamente specializzato a forze dell’ordine e magistratura. Inoltre la ditta livornese fornisce anche alcune tv nazionali, che usano le sue apparecchiature per i servizi giornalistici con telecamere nascoste. «Noi progettiamo e realizziamo apparecchiature professionali - spiega Longino - cose che certo costano più di quelle made in Cina, ma che danno altre garanzie e risultati. E - continua - abbiamo la soddisfazione di venderle anche in Inghilterra e negli Stati Uniti». Longino sottolinea che le apparecchiature trattate dalla sua ditta si dividono in due categorie, quelle di libera vendita, che chiunque può utilizzare, e quelle vere e proprie da intercettazione, come microfono laser e valigette che si inseriscono nei ponti radio dei cellulari, riservate a magistratura e forze dell’ordine. Nelle apparecchiature di libera vendita c’è da sbizzarrirsi, sia come apparecchi che registrano e riprendono, o che localizzano un veicolo. Il tutto collegandosi non più ad una radio, ma ad un semplice telefono cellulare. Ci sono anche apparecchi che servono a difendersi dai ladri, come una telecamera robot che costa 600 euro e che si può dirigere con il cellulare, controllando a distanza cosa succede in casa mentre siamo assenti.
fonte il tirreno
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